musicoterapia democratica

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MTDEM - PROGETTO A MEDIO TERMINE

DOCUMENTO EMENDABILE PROPONENDO CORREZIONI AL COMITATO , IL QUALE DISCUTERA' OGNI SINGOLA PROPOSTA

PREMESSA DA SCENARIO

(dagli appunti di un collega....)

Spesso gli individui hanno una distorta percezione della realtà sonora, il momento esecutivo a due (e via via aumentando) pone gli stessi nella condizione di impegnarsi a controllare i parametri del suono al fine di suonare insieme agli altri una musica significativa. Si può affermare, infatti, che il mondo sonoro "esterno" non coincida necessariamente con il mondo sonoro "interno" e, che quindi per suonare/comunicare si debba raggiungere un accordo funzionale tra l'emissione sonora "interna" e quella "esterna".

L'essere vivente è in armonia /disarmonia con l'ecosistema, anche sonoro; di fronte alla foresta dispercettiva, o la si gestisce o se ne è gestiti, spesso con conseguenze deleterie. Il bambino disabile, anch'egli, o gestisce o è gestito. È generalmente noto, nello specifico, che il neonato entra a far parte di un ecosistema, anche sonoro, e lo modifica (e ne viene modificato) profondamente; egli tende a realizzare un processo di complementarietà anche e soprattutto con l'ambiente sonoro, attraverso un meccanismo interattivo che definisce i confini della reciproca compatibilità.

Considerando negativamente lo stato dell'ecosistema sonoro metropolitano si può affermare che occorra una particolare capacità esplorativa e comunicativa ed una modificabilità ed adattabilità dei propri ritmi e scelte comportamentali, che non sono spontanee in generale ma che possono essere apprese con l'esperienza, soprattutto se guidati dall'interazione con persone esperte e professionalmente preparate.

Se ciò vale per il bambino normodotato a maggior ragione vale per il disabile, il quale ha problemi (sensori sporchi) nell'esplorare e gestire l'ecosistema. Scopo dell'operatore è quello di incrementare la variabilità e modificabilità adattiva sonora, attraverso la modulazione mirata delle perturbazioni presenti nella nicchia ecologica sonora inizialmente nel dialogo sonoro.

La persona cosiddetta normale sviluppa un controllo parametrico attraverso la gestione dell'altezza, la durata, l'intensità, il timbro ecc; tale gestione gradualmente diviene la sua musicalità. Il bambino disabile ha una sua musicalità, un suo modo di controllo parametrico, un suo codice, un suo modo originale per collocarsi in un contesto sociale dove propone una propria strada esistenziale particolare.

Vogliamo dare alle persone in difficoltà una sorta di protesi comunicativa sonoro-musicale e sociale che costituisca una chiave d'accesso al mondo, con un codice valido, comprensibile per entrambi gli interlocutori, con un ambiente che lo accetta, lo riconosce.

Per fare questo c'è bisogno di immergerci in un contenitore sonoro, che altro non è che il contenitore-ambiente, in un contesto non-verbale nel quale il sonoro e la musica sono il mondo di espressione comunicativa delle emozioni, aprendoci all'altro usando nuovi e più ricchi linguaggi espressivi.

L'obiettivo generale del percorso è quello di permettere alle persone una migliore gestione dell'ecosistema sonoro ed una migliore comprensione del paesaggio sonoro.

Abbiamo riportato alcune frasi introduttive di un depliant compilato da un collega nel corso del suo lavoro di musicoterapista.

Ci troviamo così inseriti in una fase della programmazione di un corso di formazione in musicoterapia.

La professione del musicoterapista si è affermata in ambito educativo, riabilitativo e terapeutico, ma non ha raggiunto l'obiettivo tanto anelato, il riconoscimento della professione.

Da questo ritardo è nato il movimento "musicoterapia democratica" suscitato trasversalmente per accelerare il perseguimento di tale obiettivo.

PREMESSA

Dopo i convegni di Roma del 22 giugno e di Firenze del 22-23 novembre 2008 il movimento e l'interesse suscitati da MTDEM si sono oggettivamente sviluppati; possiamo ritenere che la cosa scaturisca da:

  • una reale esigenza della categoria rispetto al riconoscimento della professione

  • una effettiva difficoltà della strategia, fin qui seguita dalle strutture organizzate presenti nel mondo della musicoterapia, a raggiungere questo scopo.

MTDEM ha realizzato una serie di iniziative tra le quali:

  • un appello alla cittadinanza ed alle forze sociali, politiche, scientifiche, etc.

  • una lettera aperta alle associazioni, ai centri, ai corsi ed ai colleghi

  • programmazione di un sito web interattivo, agile e trasparente

  • programmazione di una indagine sul campo (anagrafe), censimento dei musicoterapisti in attività

  • contributo alla realizzazione della rete nazionale dei musicoterapisti, una mailing list finalizzata alla costituzione di un tavolo unitario della categoria

L'articolazione della situazione in materia di riconoscimento è realmente complessa; in numerose realtà locali sono sorte iniziative variegate in ambito formativo e si sono ottenuti attestati di stima con il patrocinio da parte di pubbliche istituzioni culturali, sociali e rappresentative.

L'autogol della legge campana di riconoscimento, poi cassata dalla corte costituzionale, ha segnato uno stallo evidente nell'ipotesi legislativa.

Sono state tentate regionalmente, attraverso gli Assessorati competenti, attestazioni di riconoscimento collaterali di corsi e figure professionali con denominazioni consimili.

Sono stati coinvolti Ministeri non sanitari al fine di evitare lo stallo, ottenendo parziali e locali successi. Grazie al coinvolgimento di realtà politiche e scientifiche specifiche sono così nati corsi universitari, conservatoriali, regionali, provinciali legati a particolari contesti istituzionali e formativi.

MTDEM, interrogando il ministero del Welfare (Sanità), ha avuto la riconferma della non esistenza di alcun riconoscimento in materia di figura professionale del musicoterapista (direzione generale delle risorse umane e professioni sanitarie).

Il Direttore Generale Dr. Giovanni Leonardi, ci ha riconfermato la distinzione tra la legge 43 e la legge 206, la prima è l'unica per il riconoscimento di una professione sanitaria, la seconda apre spiragli per le associazioni professionali non sanitarie al fine di poter essere regolarizzate dall'iscrizione ad un registro pubblico (cosa auspicabile ma diversa dal riconoscimento della professione).

(Durante il Governo Prodi fu tentata l'elaborazione di una regolamentazione ed integrazione della legge 43, senza risultato).

In considerazione del fatto che molti colleghi in possesso di titoli sanitari riconosciuti non si sentono ovviamente coinvolti nella ricerca di una soluzione al problema del riconoscimento e che in molti ambiti educativi spesso non viene richiesto alcun titolo specifico (né sussiste alcuna norma in merito), si può affermare che è essenzialmente l'ambito riabilitativo quello in cui viene maggiormente sentito il problema del riconoscimento, oltreché in tutte le istituzioni sanitarie nelle quali i colleghi sono coraggiosamente riusciti ad entrare ed a farsi valere ed apprezzare.

Due sono i temi che devono essere dibattuti nel periodo attuale:

  • il primo è che la musicoterapia non è identificabile con la psicoterapia non verbale, ma propone una visione epistemologica critica ed innovativa delle terapie psico-corporee con obiettivi, strategie e tecniche conseguenti che attengono al musicoterapista sotto la direzione del responsabile medico o psicologo del servizio.

  • il secondo è relativo alla crisi economica ed alla riduzione degli stanziamenti nei servizi sociali, educativi e sanitari, cosa che finirà oggettivamente per riconvertire e modificare la presenza del musicoterapista nei servizi.

In base a quanto esposto MTDEM si propone di approfondire un rapporto con i vertici delle professioni dell'Educatore Professionale e del Terapista Occupazionale, individuando in queste professioni adiacenze e similarità unite a differenze e particolarità da indagare al fine di procedere ad eventuali istanze di collaborazione.

MTDEM auspica che la RETE NAZIONALI DEI MUSICOTERAPISTI

si strutturi e si organizzi in un tavolo di unità d'azione e si dia una linea di comportamento condiviso.

NON STACCARE LA SPINA DELLA MUSICOTERAPIA

I musicoterapisti hanno bisogno di unità e solidarietà professionale :

  • UNITÀ
    È auspicabile che l'area della musicoterapia si consideri parte di una famiglia scientifico-culturale più vasta; il rapporto con il circuito musicale e con le altre professioni sanitarie non può essere meramente tattico bensì strategico e collaborativo.
    (nello specifico del rapporto con il circuito musicale MTDEM condivide l'impostazione della proposta dell' ARCHIVIO ESPRESSIVO SONORO TAMTAM suscitato in collaborazione con il Prof. Ivano Spano dell' Università di Padova. Cfr http://retetamtam.blogspot.com).

  • SOLIDARIETÀ
    Molti colleghi perdono il posto di lavoro per i tagli programmati alla spesa pubblica. Ciò richiede una tutela sindacale attiva e MTDEM si propone come ponte concreto per realizzare contatti con il NIDIL e la FP CGIL.
    Rispetto ai tagli delle "consulenze non sanitarie" i musicoterapisti sono chiamati non solo alla difesa della propria identità ma unitamente anche alla protesta civile contro una sorta di eutanasia indiretta (educativa, riabilitativa e terapeutica) nei confronti di variegate forme di disagio sociale e psicofisico.

RICERCA NAZIONALE

Da una decina d'anni il modello ICDH2 è stato aggiornato dall'OMS nell'attuale ICF; sono in corso integrazioni per le singole discipline.

MTDEM propone una collaborazione nazionale finalizzata alla elaborazione di un ICF musicoterapico.

In particolare si fa riferimento al testo "Manuale di qualità della vita" di Schalock e Verdugo Alonso ediz. Tannini che propone un ulteriore miglioramento della tematica.

LA CLOWN-TERAPIA

Clamore e curiosità ha suscitato nella categoria il finanziamento del settore da parte del Ministero delle pari opportunità.

MTDEM propone in merito un dibattito nazionale al fine di comprendere le motivazioni che hanno impedito ai musicoterapisti di percorrere un'analoga procedura.

DEMOCRAZIA , DIRITTI CIVILI E SOLIDARIETA' E COOPERAZIONE TRA I POPOLI

Nel medio termine MTDEM propone un impegno dei musicoterapisti contro la guerra e le conseguenze della stessa e si impegna anche nei settori seguenti:

  • contrasto ai tagli di finanziamento nel campo dei diritti dei disabili (in senso lato) e dei settori disagiati

  • impegno nel campo della libertà di cura e per la definizione di una legge sul testamento biologico sulla traccia proposta dal Sen. Ignazio Marino

  • approfondimento del rapporto con ONG impegnate nella costruzione di centri per disabili nel terzo mondo, allo scopo di organizzare la presenza nei progetti di musicoterapisti.

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

MTDEM comunica che è in via di definizione il NUOVO SITO WEB www.mtdem.it unitamente alla registrazione legale dello statuto del COMITATO MTDEM; la forma comitato, e non associazione professionale, è stata scelta allo scopo di collocare il presente movimento al di fuori di logiche egemoniche.

Il comitato ha specifici e temporali obiettivi, strategie e verifiche sullo stile, ad esempio, dei comitati referendari e si estingue al raggiungimento dell'obiettivo del riconoscimento.

Dobbiamo considerare un particolare importante, non trascurabile: l'obiettivo riconoscimento della professione Musicoterapista è un impegno che professionisti provenienti da diversi percorsi di formazione perseguono perché vi credono fortemente.

Siamo certi che solo la persona che ha scelto di essere se stessa, sicura e determinata, forte dei propri percorsi di conoscenza, non si arrenderà nei momenti critici che l'attendono!

 

"Il disagio esiste solo per chi lo vive"

Noi, uniti,

possiamo farcela

se ci crediamo veramente.

 

DOCUMENTO EMENDABILE PROPONENDO CORREZIONI AL COMITATO , IL QUALE DISCUTERA' OGNI SINGOLA PROPOSTA

 

www.mtdem.it

 

2 febbraio 2009

 

il comitato MTDEM

 

Mailing List: La Rete

Per iscriverti alla mailing list della Rete dei Musicoterapisti scopri i dettagli a questo link

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