• A TUTTI I PROFESSIONISTI CHE OPERANO NELL'AMBITO DELLA MUSICOTERAPIA
• ALLE ASSOCIAZIONI PROFESSIONALI DI MUSICOTERAPISTI
Cari Colleghi ,
Come sapete dal 1° gennaio 2008 in Europa diventa possibile la libera circolazione dei professionisti ( ratificata in Italia dalla Direttiva Qualifiche n. 206 , deliberata dal Consiglio dei Ministri in data 23-10-2007 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale in data 9-11-07 ) e lo Stato italiano, rispetto la Musicoterapia e molte altre nuove e meno nuove professioni, si trova come sappiamo in una situazione di ritardo che dovrà auspicabilmente e con il nostro apporto essere risolta .
Questo particolare momento, nella sua criticità e unicità, può rappresentare un'irripetibile occasione per partecipare a tavoli istituzionali finalizzati alla definizione e al riconoscimento di nuove figure professionali nell'ambito sanitario e/o socio assistenziale, tra cui quella del musicoterapista , e correttamente alcune associazioni professionali hanno inoltrato domanda agli organi competenti , i quali dovranno verificarne i requisiti di legge , finalizzata ad ottenere la possibilita' di poter dare un contributo ai tavoli di programmazione che vedra' impegnato il Ministero delle Politiche Comunitarie.
Il nostro è un lavoro , e' risaputo , e' spesso precario e mal pagato, portato avanti da numerosi operatori sparsi su tutto il territorio nazionale, che hanno svolto nel corso degli anni migliaia di ore di musicoterapia nei vari ambiti dell'assistenza, della sanità, della terapia e della riabilitazione , della scuola e della formazione.
Tali operatori hanno contribuito con il proprio lavoro a fondare e diffondere la consapevolezza che la musica è con certezza un elemento "facilitante" in ambito educativo , riabilitativo e terapeutico ; hanno inoltre testimoniato con la propria professionalità come la musica possa contribuire allo sviluppo e al recupero di numerose funzioni .
Questo risultato è notevolissimo e prezioso, è da considerare un importante traguardo e come tale va difeso e valorizzato ; e' un capitale sperimentale e scientifico enorme , umano ed appassionato .
È purtroppo anche successo che la musicoterapia sia stata utilizzata da operatori improvvisati e privi delle necessarie competenze ; ciò non toglie che nella maggior parte dei casi l'intervento musicoterapico sia stato condotto con competenza, serietà e professionalità, portando ad un graduale radicamento nelle strutture e nei territori ove è stato praticato. Ciò significa che qualche sconosciuto collega ha lavorato bene in qualche angolo d'Italia corredando tale sforzo con le basi della disciplina in corsi capaci di trasmettergliele ; un corso fra i tanti - forse troppi - sorti sul solco tracciato dalla Cittadella di Assisi , ma che nella generalità hanno saputo diffondere la tecnica e la cultura del nostro mestiere. E' auspicabile che molte di queste scuole , che con gli anni si sono sempre di piu' professionalizzate , continuino ad avere un ruolo di rilievo anche nel futuro quadro formativo.
Ognuno di noi con il proprio lavoro ha contribuito a costruire un ricco capitale di esperienze e di pratica professionale, un patrimonio in parte sommerso e poco valorizzato, che può costituire la base di partenza di un lavoro condiviso e finalizzato alla strutturazione di una categoria professionale di operatori specializzati, riconosciuti come tali anche dal punto di vista dell'inquadramento professionale e retributivo.
Si tratta di un obiettivo raggiungibile. Un primo passo per conseguirlo può essere rappresentato da un tavolo comune di discussione e confronto in cui si prenda in considerazione prioritariamente ciò che ci unisce piuttosto che ciò che ci divide. La frammentazione interna che caratterizza noi musicoterapisti è purtroppo molto ben visibile anche per chi dall'esterno la osserva , faticando a comprenderne le ragioni.
La normativa europea nell'ambito della libera circolazione delle professioni sta conducendo ad alcuni sensibili cambiamenti nei criteri di "riconoscimento" delle stesse , permeando il rigido sistema nazionale di influssi gradualmente tendenti all'agilita' del mercato.
Partendo dall'assunto che la libera circolazione delle professioni comporta un controllo dello standard formativo (titolo di studio, scuola di specializzazione, ore di formazione, ore di tirocinio ecc.) , per la musicoterapia in Italia si aprono delle possibilità che vanno prese in considerazione uscendo da uno stallo pluriennale.
Essendo la formazione musicoterapica molto frastagliata e diversificata, è necessario arrivare a delineare una sorta di punto zero , una base condivisa , dalla quale partire, considerando la costruzione di un nuovo iter formativo in linea con i parametri europei e sanando quanto finora fatto (e' anche costituzionalmente definito che adeguate norme transitorie accolgano nella categoria ,al momento della legge agognata , anche tutti in professionisti liberi da associazioni). E' importante che non si continuino a creare divisioni ma si accolgano le forze di tutti i professionisti che in questi anni hanno contribuito alla costruzione della casa comune , perche' il numero non e' un elemento secondario.
Questa sembra essere l'unica possibilità per uscire da una situazione di stallo, prettamente italiana, che permetterebbe ai professionisti stranieri di esercitare in Italia, ma che se non affrontata potrebbe in taluni casi paradossalmente far perdere al professionista italiano il lavoro e quel poco di credibilità finora conquistata.
Il tempo non gioca a nostro favore (tanto tempo si e' perso talvolta in conflittualità personalistiche) e le difficoltà, recenti e passate, nel trovare un minimo comune denominatore tra coloro che operano nel nostro ambito, non vanno nascoste. Tuttavia è diventato assolutamente necessario mettere da parte la dialettica politica delle varie realtà formative e promuovere l'organizzazione di un tavolo di lavoro per la creazione di un Consiglio Nazionale degli Operatori di Musicoterapia , un organismo che riunisca le varie anime della musicoterapia italiana al fine di arrivare a quei numeri (in un unico registro) che possano consentire un riconoscimento della professione secondo le norme europee (vedi Inghilterra, Danimarca, Spagna, Germania, ecc.) e d'oltre Oceano (U.S.A. e Canada).
Musicoterapia Democratica, nata come coordinamento tra lavoratori del settore con finalità di tutela sindacale, si rivolge a tutti coloro che operano nel campo della musicoterapia, iscritti o meno ad un registro e/o ad una associazione professionale, invitandoli a riunirsi intorno ad un tavolo comune per individuare strategie condivise per la valorizzazione ed il consolidamento dello spazio "di mercato" che la musicoterapia ha saputo guadagnarsi nel nostro paese.
Uniti in un registro unico nazionale potremmo riuscire a diventare un soggetto capace di interloquire in modo non solo formale ma anche operativo con le istituzioni preposte (Ministero della Salute, Ministero dell'Università e della Ricerca, Ministero delle Attivita' Produttive , Ministero delle Politiche Comunitarie , Cnel , Ministero della Giustizia).
Musicoterapia Democratica si fa pertanto promotrice dell'organizzazione di un tavolo di lavoro per la costituzione di un Consiglio Nazionale degli Operatori della Musicoterapia.
Si tratterebbe di un organismo capace di riunire le varie anime della musicoterapia italiana. All'interno di tale organismo le associazioni aderenti manterrebbero intatta la propria autonomia e verrebbero presi in considerazione e rispettati il peso politico e numerico di ognuna. Le associazioni si troverebbero a collaborare sul piano della tutela dei propri iscritti in merito alle questioni relative al riconoscimento della professione in ambito istituzionale e la conflittualita' inevitabile e talvolta fertile sarebbe ricondotta utilmente nell'alveo di decisioni necessarie e democratiche , non paralizzando la categoria.
Ciò che si propone non è la costituzione di una nuova associazione o confederazione, ma un organismo di coordinamento finalizzato al raggiungimento del comune obiettivo della condivisione , da parte dello Stato, del PROFILO PROFESSIONALE del musicoterapista , obiettivo che realisticamente prevedera' alcune forme di pressione e presenza massmediologica.
Per ottenere un obiettivo - che può sembrare difficile da raggiungere ma che è legittimo oltre che imprescindibile per chi con la musicoterapia quotidianamente lavora - dobbiamo mettere da parte la frammentazione, la diffidenza reciproca e l'indifferenza, la rassegnazione e il fatalismo che fanno disperare di vedere finalmente adulta la nostra Professione ; dobbiamo diventare realmente professionali nella collaborazione e nella condivisione e sforzarci di diventare un soggetto istituzionalmente affidabile , senza infantilismi permeati di invidia e gelosia narcisistica ; cio' fa parte integrante della parola professionalita' , specialmente nelle professioni d'aiuto.
Ci siamo sentiti in dovere di fare una proposta addossandoci il rischio di una non risposta o di una risposta aspra , infastidita , aggressiva , ma andava fatto , ora.
Proponiamo come data per un primo incontro nazionale :
domenica 22 giugno 2008 , in corrispondenza con una ns. riunione nazionale (che potrebbe svolgersi successivamente). L'organizzazione della giornata e' in via di definizione e potra' svilupparsi anche in base alle dialettiche future.
Un abbraccio a tutti.
Per l'Ufficio di Coordinamento Nazionale di Musicoterapia Democratica :
ROLANDO PROIETTI MANCINI, Roma
rolandoproiettimancini@gmail.
333 5838533
LAURA GAMBA, Cremona
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347 2638332
MARIA BROCCARDI, Pisa
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340 5467045
CARLO CELSI, Ancona
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328 7239778
FRANCESCO RIGANELLO, Crotone
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338 7454734
PATRIZIA MIRABELLA, Palermo
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338 4603120
(Musicoterapica Democratica collabora con il Nidil-Cgil nazionale)





