musicoterapia democratica

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Corriere della sera

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Gentile Di Vico ,
ho seguito lo scambio di opinioni su "un milione di abusivi in camice bianco" e mi permetto di contribuire positivamente . Ho 60 anni e da 35 applico la musicoterapia ; da 25 sono stato assunto (non solo io , siamo 3) a tempo indeterminato in un grande centro di riabilitazione della capitale e lavoriamo nel campo della riabilitazione della comunicazione con soggetti gravissimi (venga a trovarci perche' e' educativo vedere ed ascoltare).Nessun abusivismo , siamo all'interno di una folta equipe psico-medico-pedagogica come prescrivono le prassi regionali , supervisionati e controllati ora per ora da medici specialisti. Noi siamo al fronte , noi serviamo eccome ; a volte qualcuno (che si imbatte velocemente nel settore ) ci chiede dei timbri e dei pezzi di carta , e noi ne abbiamo in abbondanza e li esponiamo . Il nostro e' un settore in parte nuovo ed e' ovvio che ogni nuona tecnica vive un momento di sperimentazione scientifica ed amministrativo-buroratica , senno' non e' una innovazione , converra'.
Rendiamo omaggio al Centro di riabilitazione , lungimirante e coraggioso , che ci ha assunto , supplendo ad assenti enti di ricerca (e di fatto finanziando la ricerca applicata).

Dal mio posto di osservazione e' chiaro :_ prima nascono le esperienze come le nostre e dopo , molto dopo , la associazioni private professionali , che nel nostro paese a volte vengono definite autoreferenziali o legittime forme creative di autoimpiego. A 60 anni potrei , a detta di alcuni , pensare ad iscrivermi (ti conviene dice qualcuno) ad una delle tante associazioni private professionali perche' ci sono dei partiti che le vorrebbero proporre quali titolari della rappresentanza professionale. Non sono di quelli che vede negli ordini il demonio e nelle associazioni l'angelo ; non mi sembra che tale semplificazione rappresenti l realta'. Senza un processo culturale di innovazione le associazioni saranno probabilmente ( e gia' lo sono a volte) la brutta copia degli ordini , faranno formazione , selezione , etc. , e fioriranno (come sono fioriti) gruppi di micropotere autoreferenziale , dannosi per il mercato , che si guarderanno bene dal confrontarsi con i professionisti non tesserati e con l'esperienza reale pesante , come noi , vissuti presumibilmente come potenziali avversari. Mi meraviglio del fatto che molti parlano di rappresentanza delle associazioni (la cui regolamentazione seria e impegnativa e' necessaria , sulla linea di quelle inglesi) e nessuno parli dei professionisti che gia' operano nel mondo del lavoro , spesso malpagati e con scarsi diritti , anche per evidenti vuoti di attivita' sindacale. Non abbiamo ascoltato i professionisti dipendenti ed ora sponsorizziamo le giovani associazioni di giovani professionisti autonomi ; temo che i giovani professionisti seguiranno tale strada sperando che apra carriere e opzioni; legittimo. Ma i dirigenti delle multiple poliassociazioni che ammiccano ai neoprofessionisti precari farebbero bene a dialogare con i professionisti che gia' ce l'hanno fatta , evitando cosi' di innescare conflittualita' negative tra lavoratori con le stesse problematiche. La stessa critica faccio alle istituzioni parlamentari , che a volte ignorano le novita' del mercato ed amano invece tanto colloquiare con poliassociazioni di ogni tipo , arrivate facilmente per ultime nel mondo professionale. Auspico che in futuro quando si parli di una nuova ipotetica professione si tenga conto delle problematiche scientifiche e tecniche e dei controlli terzi da imporre alle associazioni , e non si dia per scontato che basta andare da un notaio , inventarsi un bel nome , per mettere su una professione.

Distinti Saluti
Rolando Proietti Mancini-Opera Don Guanella Centro di Riabilitazione
Roma

 

UNITI CONTRO L'ABUSIVISMO

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Gentili colleghi ,
comunico rispettosamente che sta per nascere il gruppo promotore del CAM ,
coordinamento antiabusivismo in musicoterapia , per tentare di bloccare
l'invasione di persone che si autodefiniscono musicoterapeuti dopo aver
fatto un seminario di poche ore.
E' possibile aderire al gruppo promotore entro il 31-7-10 scrivendo a
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .
Provvisoriamente fino a quella data coordino il comitato promotore.
Vi ringrazio dell'attenzione e mi scuso cortesemente con coloro che non
desiderano questa informazione.
Inviando una mail con la scritta "no" saranno cassati dalle info.

Promotori iniziali:- Rolando P. M. , Laura Gamba , Mario Santi , Maria
Broccardi , Giovanna Artale , etc. etc.


Ossequi

Rolando Proietti Mancini
musicoterapista presso l'Opera Don Guanella maschile di Roma
via Aurelia Antica 446  00163 Roma
tel. cel. 3335838533
portavoce www.mtdem.it

 

dalla stampa

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Si mette in moto la macchina della riforma delle professioni sanitarie. Entro due settimane gli Ordini e i Collegi vigilati dal ministero della Salute dovrebbero giungere a un documento preliminare di riforma condiviso. L'intenzione è poi quella di ridiscutere e inglobare questa bozza all'interno della riforma generale delle professioni, a cui sta lavorando il ministro della Giustizia Angelino Alfano. È quanto è emerso ieri nel corso della prima riunione del Tavolo delle professioni sanitarie, convocato dal ministro della Salute Ferruccio Fazio. All'incontro erano presenti i presidenti di tutti gli Ordini e i Collegi professionali della sanità: medici, odontotecnici, veterinari, farmacisti, infermieri, ostetriche, tecnici radiologi, psicologi. Obiettivo del Tavolo: discutere delle specificità di queste professioni, in vista di un loro riordino. Singole peculiarità che le contraddistinguono dalle professioni dell'area tecnico-giuridica ed economica. Diversi i temi affrontati che saranno poi oggetto del documento di riforma da presentare al cosiddetto Tavolo Alfano. Tra questi, la deontologia, le tariffe e gli onorari, la creazione delle società professionali, la pubblicità, la formazione. Nel corso dell'incontro è stato inoltre affrontato anche il tema dell'ammodernamento degli Ordini professionali, nonché la trasformazione in Ordini degli attuali Collegi (infermieri e ostetriche, per esempio). «L'idea di avviare una Tavolo riservato alle professioni sanitarie - spiega il presidente degli Ordini dei medici (Fnomceo), Amedeo Bianco - nasce da esigenze condivise. L'obiettivo è quello di evidenziare gli aspetti di specificità propri del settore sanitario, ad esempio in materia di tariffe e onorari, pubblicità, certificazione dei professionisti, società professionali, formazione. E di mettere a punto, nell'arco di due settimane, un documento preliminare di riforma condiviso». Tra le particolarità delle professioni sanitarie la più marcata sembra essere proprio la formazione. «Chi studia legge - afferma il numero uno della Fnomceo - può fare l'avvocato, il giudice, il dirigente amministrativo. Chi studia invece per diventare infermiere - aggiunge Bianco - può solo fare l'infermiere». Presente all'incontro anche il presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi), Andrea Mandelli. «È stato un incontro molto positivo, dove è emerso un forte spirito collaborativo da parte di tutti», sottolinea. «Degli aspetti propriamente professionali, come la creazione delle società professionali, la pubblicità, la formazione, la deontologia e gli onorari, si occupa già il Tavolo convocato dal ministro Alfano, al quale le professioni sanitarie, per la disponibilità del ministro Fazio, parteciperanno per rappresentare le loro specificità. L'ammodernamento degli Ordini invece - aggiunge Mandelli - seguirà un percorso interno al ministero della Salute, ovviamente anche in funzione delle conclusioni cui si giungerà al Tavolo Alfano».  Incontro positivo anche per Annalisa Silvestro, presidente della Federazione nazionale Collegi infermieri professionali, assistenti sanitari, vigilatrici d'infanzia (Ipasvi). "L'appuntamento - spiega - è servito ad allineare i percorsi di riforma delle professioni vigilate dal ministero della Salute con quelle dell'area tecnico-giuridica a cui sta lavorando il ministro Alfano. È stata inoltre l'occasione - aggiunge la Silvestro - per evidenziare le criticità tipiche di ogni professione che, per quanto ci riguarda, è ad esempio la carenza di infermieri". Criticità sono state evidenziate anche da Gaetano Penocchi, presidente della Fnovi (Federazione nazionale Ordini veterinari italiani). Nel 'mirino' di Penocchi, i percorsi di laurea triennali. "In medicina veterinaria la formazione di queste 'ipotesi professionali' è utile solo a chi le forma. Questi profili (di classe zootecnica) vantano titoli accademici fuorvianti. Nel nostro Paese - spiega Penocchi - sta accadendo che diverse associazioni chiedono di vedersi riconosciute come 'nuove professioni' che in verità non servono a nessuno o che vantano competenze di profili già esistenti". Presente all'incontro anche il presidente dell'Ordine nazionale degli psicologi, Giuseppe Luigi Palma. "Il percorso tracciato da Fazio - spiega - dovrà ora trovare un punto di sintesi con le riforme delle professioni dell'area tecnico-giuridica ed economica. L'obiettivo è preparare un documento preliminare condiviso da far confluire nella riforma generale delle professioni". Rispetto agli infermieri, gli psicologi lamentano un problema di natura opposta: "Siamo troppi rispetto alle esigenze del mercato", conclude Palma.
 

dal mondo della lirica in fermento

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I lavoratori della Scala scendono in piazza contro il decreto di riforma delle fondazioni liriche. E nello stesso giorno il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, annuncia di essere pronto, una volta firmato il decreto, "a ricevere i sindacati nazionali dello spettacolo e a discutere in maniera franca e serena i contenuti" della riforma. Che però dice di considerare " indispensabile per il futuro di queste importantissime istituzioni culturali del Paese".

Domani dalle 16 i lavoratori saranno nella piazza davanti alla Scala, dove un'ora dopo il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, terrà il discorso in occasione dei 65 anni dalla Liberazione, alla presenza anche del premier Silvio Berlusconi. Loro sperano di poter parlare con il capo dello Stato, come hanno già fatto in passato, per spiegargli i problemi del teatro e del settore e soprattutto per chiedergli di non firmare un decreto che considerano non solo "incostituzionale, ma un vero e proprio accanimento", come ha detto Silvano Conti (Cgil).

Il Maggio fiorentino aveva annunciato un possibile sciopero per la prima del 29 aprile. E l'assemblea dei lavoratori della Scala, con presenti anche le segreterie nazionali dei sindacati, ha votato all'unanimità per la protesta con la possibilità di "scioperi, occupazione del teatro e assemblea permanente", ha spiegato Giancarlo Albori (Cgil). La decisione sulla date delle proteste e sulle forme di mobilitazione saranno prese con le segreterie nazionali, visto che la questione è nazionale. I sindacati stanno organizzando una manifestazione a Roma con sindaci, sovrintendenti e anche forze politiche, che si terrà probabilmente il 15 maggio.

"Questo è un provvedimento terribile - ha commentato Sandro Malatesta (Fials) - Peggio non si può". "Sarebbe un disastro" ha aggiunto Domenico Dentoni (Uil). Blocco delle assunzioni, contrattazione di secondo grado decisamente limitata sono solo alcune delle questioni che preoccupano i lavoratori che sono senza contratto nazionale da tre anni. Certo, per la Scala il decreto prevede il riconoscimento di più autonomia e questo farebbe piacere, ma ci sono alcune ombre, che vanno anche al di là delle polemiche con i teatri che sono stati esclusi da questo riconoscimento, ovvero il Maggio fiorentino.

"Non c'è contraddizione fra l'autonomia della Scala e le garanzie per tutti", ha ribadito Silvio Belleni (Cisl). L'ombra, secondo Conti, è che "nel consiglio di amministrazione conterà chi mette più soldi". E questo significa aprire alla privatizzazione. "Capisco molto bene la preoccupazione dei lavoratori - ha concluso Lissner - Io non faccio commenti sul decreto. L'unico punto su cui ho espresso la mia soddisfazione è la norma che prevede l'autonomia della Scala. Tutto questo andrà prima di tutto incontro agli interessi dei lavoratori, perché il regolamento farà della Scala un teatro completamente diverso".

 


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